EcoMagazine

Capannori, sì di Legambiente all’impianto di compostaggio al Frizzone

LIVORNO. Sì all’impianto di compostaggio a Capannori e sì alla sua ubicazione nell’area del Frizzone. E’ questa la posizione di Legambiente Toscana espressa dal presidente regionale dell’associazione Piero Baronti, ribadita stamani nella sede del Comune di Capannori, durante una conferenza stampa alla quale hanno preso parte anche Eugenio Baronti neo assessore regionale, il nuovo assessore all’ambiente del Comune di Capannori, Alessio Ciacci, oltre al presidente di Legambiente di Capannori, Guido Angelini, presente insieme a due soci dell’associazione, Giovanni Mattei e Roberto Franchi.

«Intendo fare chiarezza sulla posizione di Legambiente – ha detto inoltre Piero Baronti – che è favorevole all’impianto di compostaggio al Frizzone e coincide con quella dell’associazione Legambiente di Capannori. La pianificazione dei rifiuti e degli impianti è pubblica e tale deve rimanere e sarebbe meglio se fosse pubblica anche quella dei rifiuti speciali. Bisogna accelerare la politica di riduzione e della raccolta differenziata di qualità, che significa impianti dedicati al trattamento e al recupero della raccolta differenziata. Il che a sua volta significa – e questa è la posizione di Legambiente Nazionale e Regionale – che il numero degli impianti non può e non deve essere lasciato al mercato, ma quelli che servono, dal recupero di energia al compostaggio, vanno fatti. Il resto sono chiacchiere. Nei giorni scorsi abbiamo compiuto un sopralluogo all’area dove dovrebbe sorgere il nuovo impianto per la produzione di compost di qualità – ha aggiunto Piero Baronti – per verificarne l’idoneità ad ospitare l’impianto. Ritengo che questo sito sia ottimale, sia per l’adeguatezza della viabilità e la sua vicinanza al nuovo casello autostradale del Frizzone, sia perché è posto ad un chilometro dal più vicino centro abitato, quello di Paganico, mentre l’area archeologica è situata a sud. Comunque gli impianti, come ho detto, vanno fatti e non ci si può perdere nelle chiacchiere perché altrimenti non si troverà mai un posto che trovi d’accordo tutti. E questo vale a Capannori come a Scarlino. Se è una zona industriale, qualcuno dirà che essendo già compromessa bisogna farlo altrove, viceversa se non lo è, qualcuno dirà che va fatto nelle zone industriali. E così si va avanti all’infinito».

Da parte sua Eugenio Baronti ha dichiarato che la costruzione del nuovo impianto è in coerenza con la politica di gestione dei rifiuti portata avanti da Capannori, è insomma l’anello mancante di un ciclo virtuoso dei rifiuti (la parte umida, ndr) dovuto al ‘porta a porta’. Finora infatti il compost di qualità raccolto dai cittadini che fanno il ‘porta a porta’ viene inviato all’impianto di Montespertoli con una spesa di 82 euro a tonnellata, mentre con il nuovo impianto questi costi sarebbero abbattuti. Attualmente la raccolta domiciliare dei rifiuti interessa 14 mila cittadini e 1.500 aziende e, a partire dal prossimo 5 novembre, data di inizio del servizio porta a porta per le frazioni centrali di Capannori si andrà al raddoppio della popolazione coinvolta.

Dissipato, infine anche il timore che l’impianto in futuro possa essere ampliato ulteriormente, poiché con l’estensione del ‘porta a porta’ anche agli altri comuni della Piana soci di Ascit si stima che in futuro si possa raggiungere la produzione di complessive 10 mila tonnellate di frazione organica. Resta quindi ancora molta capienza per trattare anche l’organico proveniente dalla Mediavalle del Serchio e dalla Garfagnana.

Soddisfazione per il progetto di realizzazione del nuovo impianto di trattamento dei rifiuti è stata espressa dal presidente di Legambiente di Capannori, Guido Angelini, il quale ha sottolineato che si tratta di una iniziativa importante tesa a chiudere il cerchio del ciclo di gestione dei rifiuti a Capannori che è diventato un modello da seguire non solo a livello regionale, ma anche nazionale.

Il nuovo impianto provinciale di compostaggio avrà una capienza di 50-60 mila tonnellate e sarà ubicato al Frizzone, in un’area situata a nord dell’autostrada, tra l’uscita del nuovo casello autostradale e il futuro scalo merci ferroviario e produrrà solo compost di qualità. Tratterà infatti esclusivamente la frazione organica, attraverso uno speciale trattamento improntato alle più avanzate tecnologie di tipo anaerobico: il trattamento avverrà, cioè, in ambienti completamente chiusi e pressurizzati, quindi senza la produzione di cattivi odori e senza problemi di inquinamento. La frazione organica sarà trasformata in compost di qualità da utilizzare quale ottimo fertilizzante ad uso agricolo.

Il nuovo impianto è già inserito nel piano provinciale dei rifiuti attualmente in fase di revisione che dovrebbe essere adottato dal consiglio provinciale entro la fine dell’anno, dopodiché il Ministero dovrebbe riattivare il finanziamento pari ad oltre 6 milioni di euro. La Provincia di Lucca e l’Autorità di Bacino dell’Arno hanno già iniziato un percorso di verifica della situazione idrogeologica dell’area .

Lascia un commento