MiniereUrbane, fino al 15 novembre per contribuire all’avvio del progetto

miniere urbaneDal disuso tecnologico a nuova ricchezza. Per contribuire e conoscere meglio il progetto clicca QUI
Il progetto si propone di creare un Centro di ritiro e raccolta delle Apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) usate, dove personale qualificato provvederà alla valutazione dello stato di funzionamento delle stesse e ad una loro differenziazione per tipologia e fattezze, destinandole a:
a) riparazione/ricondizionamento, se in buono stato e interamente riutilizzabili;
b) riuso specifico delle componenti, anche creativo, se riutilizzabili in parte;
c) disassemblaggio/separazione delle materie prime e conseguente vendita delle componenti e/o riciclo, qualora le apparecchiature non siano riparabili, né riutilizzabili.

L’idea progettuale si inserisce a pieno titolo nel processo di economia circolare, consentendo di trasformare in risorsa e reimmettere nel ciclo produttivo oggetti e materie prime, che, se non trattati, rappresentano un rifiuto altamente inquinante.

L’attività programmata consentirà di intercettare le AEE in via alternativa al loro conferimento come rifiuto, ossia alla trasformazione in RAEE (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) e, limitatamente al materiale elettronico, potrà divenire sostitutiva di quella attualmente svolta dalla società gestore del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti. Le AEE che saranno trattate rientrano nelle attuali categorie R3 ed R4: case computer, monitor crt e lcd, tastiere e mouse, tablet, cellulari, stereo e componenti hi-fi, radio, tv schermo piatto, vari componenti informatici (modem, router, macchine fotografiche), stampanti funzionanti. Del flusso in oggetto, con particolare riferimento ai computer, si prevede di destinare a riparazione e riuso specifico circa il 40 % delle apparecchiature intercettate, che saranno perlopiù messe gratuitamente a disposizione di istituti scolastici e associazioni del territorio e in minima parte commercializzate a “prezzi politici”. Il restante 60 % di materiale sarà sottoposto ad operazione di disassemblaggio delle parti funzionali (si pensi alle schede elettroniche) e vendute direttamente ad aziende specializzate nel trattamento, consentendo di ottenere remunerazioni equivalenti all’elevato valore di mercato dei componenti elettronici. Il progetto prevede poi di conferire ad aziende del settore, preferibilmente del territorio, le plastiche di risulta ed i metalli di minor valore attraverso accordi diretti.

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