Local e sostenibile, così Contarina muove 53 milioni

contarinaIl bilancio della società che gestisce la raccolta di rifiuti Nella Marca una produzione di 386 chili annui pro capite
TREVISO. La filosofia è vincente: sostenibilità a 360 gradi. Ieri Contarina ha presentato il proprio bilancio di sostenibilità 2016, un dossier che mostra quanto la società trevigiana sia tra le più all’avanguardia della Marca sui temi verdi. Basti vedere la produzione di rifiuti pro capite per gli utenti di Contarina: lo scorso anno è stata di 386 chilogrammi contro una media nazionale di 497 e una europea di 477. I numeri parlano chiaro anche in termini di occupazione. Il 37% dei fornitori di Contarina – che conta oltre 600 dipendenti di cui il 94% risiede nella Marca – ha sede in provincia, mettendo in moto rapporti che sfiorano i 20 milioni di euro, con 53 milioni di euro del bilancio Contarina che trovano circolo diretto in provincia. Poi i rapporti con le cooperative, una decina in tutto e che ricoprono il 15% dei rapporti commerciali Contarina, con progetti di inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati che portano – oltre ad un beneficio in termini sociali – a un fatturato di 8 milioni di euro, ma anche gli oltre 650 Ecoeventi, i quasi 1.800 progetti di educazione ambientale ed i 35 Pedibus attivati all’interno delle scuole trevigiane. Il tutto mentre la Marca si conferma provincia riciclona, con l’85% di raccolta differenziata e le tariffe – che toccano una media di 185,6 euro contro i 304,8 della media nazionale – in assoluto tra le più basse del Belpaese. Un modello circolare, quello di Contarina, che continua a fare scuola, con l’unico cruccio che può ritrovarsi nell’impianto per il riciclo dei pannolini a Lovadina (unico a livello europeo), attualmente solo in fase di rodaggio e fermo al 10% delle proprie potenzialità perché bloccato dalla burocrazia regionale. Così, mentre la questione è stata presa in mano direttamente dal ministro dell’ambiente Galletti, che ha portato la documentazione a Bruxelles («Nella lunga attesa che Camera e Senato recepiscano il procedimento di end of weist, perché il trattamento della cellulosa dell’impianto possa finalmente essere considerato riciclabile» spiega il direttore di Contarina Michele Rasera), la società prova a continuare a metterci del suo. Un esempio si ritrova nella conversione del parco macchine aziendale a mezzi non impattanti e ibridi (nel 2016 erano 24, il 6% del totale), che intende raggiungere l’intera flotta, partendo dai mezzi per la raccolta del porta a porta. «Ambiente, economia e sociale sono i nostri pilastri», spiega il presidente Franco Zanata, «il 30% dell’energia consumata da Contarina arriva da fonti rinnovabili. Un dato semplice ma che mostra quanto la nostra società sia basata sul paradigma della sostenibilità, che passa attraverso la collaborazione con tutti i comuni del consorzio». Ed è proprio dai 50 Comuni serviti da Contarina con i suoi 554 mila abitanti, grazie a quanto realizzato dal Conai (consorzio
nazionale imballaggi, che ha seguito per un anno la raccolta differenziata trevigiana), che arrivano i numeri più importanti: 81 mila tonnellate di C02 e un milione di metri cubi d’acqua risparmiati grazie alla corretta gestione dei rifiuti. Alessandro Bozzi Valenti- Tribuna Treviso

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