Overshoot Day, al 1 Agosto il pianeta ha sfruttato tutte le risorse disponibili del 2018

E’ il giorno del sorpasso. Ogni anno diventiamo sempre più voraci, per soddisfare le nostre esigenze, dice il Wwf, e avremmo bisogno di quasi due Terre. Per soddisfare il fabbisogno degli italiani servirebbero 4,3 Italie.
Mercoledì primo agosto abbiamo già consumato tutte le risorse naturali a disposizione per l’anno 2018. E’ il cosidetto Overshoot Day, il giorno del sorpasso, che dagli anni ’70 in poi continua a cadere con anticipo sempre maggiore. Nell’arco di circa 40 anni siamo passati dal 29 dicembre al primo agosto: nel 2000 l’Overshoot Day era arrivato a fine settembre, nel 2016 l’8 agosto e lo scorso anno il 2.

La stima del consumo delle risorse, elaborata dalla ong Global Footprint Network, mostra quanto il pianeta sia diventato vorace. I parametri di riferimento sono il consumo di frutta, verdura, carne, pesce, acqua e legno: se il pianeta riuscisse a spostare in avanti ogni anno di 4 giorni e mezzo questa data, si tornerebbe in pari entro il 2050.

Da oggi, quindi, dovremo vivere “a credito” sovrasfruttando il pianeta. “Al momento abbiamo bisogno dell’equivalente di 1,7 Terre per soddisfare le nostre esigenze”, commenta il Wwf, partner di Global Footprint Network. E per soddisfare il fabbisogno degli italiani servirebbero 4,3 Italie.

• I PIÙ VORACI QATAR E LUSSEMBURGO
La situazione è molto diversa da un Paese all’altro. Se tutto il pianeta consumasse risorse alla velocità dell’Italia, ad esempio, l’Overshoot Day quest’anno sarebbe caduto già il 24 maggio. E noi non siamo neppure i più voraci.

“Ci sono Paesi piccoli con poche persone, come il Qatar e il Lussemburgo, che hanno un’altissima ‘impronta’ ambientale”, spiega Pierre Cannet (Wwf). Vivendo secondo i loro ritmi, l’umanità si sarebbe giocata tutto il budget di risorse naturali del 2018 già il 9 febbraio o, al massimo, il 19. Imitando gli Stati Uniti, invece, il pianeta sarebbe riuscito ad arrivare al più al 15 marzo.

Overshoot Day, il pianeta ha sfruttato tutte le risorse disponibili per il 2018
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Più sostenibili, invece, Giamaica e Vietnam: con i loro consumi le risorse naturali garantite dalla Terra per quest’anno sarebbero state sufficienti fino al 13 e al 21 dicembre.

• LA PERDITA DI BIODIVERSITÀ
I costi del sovrasfruttamento del nostro pianeta sono sempre più evidenti: deforestazione, siccità, scarsità di acqua dolce, erosione del suolo, accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera che alimenta il cambiamento climatico.

“Allo stato attuale il degrado dei suoli della Terra dovuto all’impatto umano sta esercitando un ruolo fortemente negativo sul benessere umano, in particolare per almeno 3,2 miliardi di individui, e sta contribuendo alla sesta estinzione di massa della ricchezza di biodiversità della Terra – dice Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia – La valutazione del costo complessivo di questo degrado, causato dalla perdita di biodiversità e dei servizi ecosistemici, viene valutato in più del 10 per cento del prodotto lordo mondiale. Al 2014 più di 1,5 miliardi di ettari di ambienti naturali sono stati convertiti in aree coltivate. Oggi meno del 25 per cento della superficie complessiva delle terre emerse del nostro pianeta sono in una situazione naturale. Secondo gli esperti si stima che, al 2050, questa quota potrebbe scendere al 10 per cento, se non si agisce significativamente per invertire la tendenza attuale”.

Né l’uomo ha risparmiato gli ecosistemi marini. Il recente studio pubblicato su Current Biology mostra che solo il 13,2 per cento degli oceani può ancora dirsi incontaminato.

• IN FUGA DALLA SICCITÀ
Nei prossimi trent’anni si stima che almeno 4 miliardi di persone vivranno in zone aride e i problemi del continuo degrado del suolo spingeranno a migrare una cifra molto varia, che potrebbe raggiungere fino ai 700 milioni di esseri umani. Le prospettive per le attività agricole sono preoccupanti: la combinazione del degrado del suolo e del cambiamento climatico potrebbe condurre entro il 2050 da una media del 10% fino al 50 per cento, in alcune regioni, di riduzione della produzione agricola.

• COME CORRERE AI RIPARI
Evitare il consumo di cibi lavorati e gli sprechi alimentari, ripensare le città – che da qui al 2050 ospiteranno almeno il 70%della popolazione mondiale – e decarbonizzare l’economia. Sul sito web dell’Overshoot Day sono presentate diverse soluzioni per cercare di invertire la tendenza e spostare più in là il “giorno del sorpasso” agendo sulle quattro aree “sensibili” per la sostenibilità: cibo, città, popolazione ed energia.

Se dimezzassimo il tempo passato al volante e sostituissimo un terzo degli spostamenti in auto con i mezzi pubblici, ad esempio, guadagneremmo 12 giorni. Tagliare della metà le emissioni del settore energetico regalerebbe 93 giorni, mentre dimezzare il consumo di carne e il consumo di cibo ci garantirebbe 16 giorni in più. Repubblica

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