L’Italia è tra i Paesi che disperdono più plastica nel Mediterraneo

Il Bel Paese è sul podio, subito dopo Turchia e Spagna: ogni anno gli italiani consumano oltre 2 milioni di tonnellate di plastica solo di imballaggi

Il WWF ha pubblicato un report in cui lancia l’allarme: il Mediterraneo è tra i mari più inquinati a causa della plastica.
Tra i Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum, l’Italia è uno dei maggiori responsabili della dispersione di plastica: con le sue 90 tonnellate di plastica disperse ogni giorno è sul podio dopo la Spagna ( 126 tonnellate/giorno) e la Turchia (144).
Gli Italiani utilizzano circa 2,1 milioni di tonnellate di plastica all’anno solo di imballaggi: di questi, appena il 41% viene ricicato. In Italia il riciclo della plastica è limitato soltanto agli imballaggi e la normativa ambientale ha come obiettivo il riciclo di appena il 26%.
Con un consumo di 178 litri a persona l’anno, siamo al primo posto in Europa per l’utilizzo di acqua in bottiglia: ogni giorno si usano, in Italia, 32 milioni di bottiglie di acqua minerale.
Prima del 2011, anno in cui l’Italia ha messo al bando i sacchetti per la spesa fatti di plastica, si usavano tra i 20 e i 25 miliardi di sacchetti di plastica ogni anno: molti di questi sono finiti nel nostro mare e sulle nostre spiagge, denuncia il WWF.
Nel 2018 sono state vietate anche le buste di plastica monouso del reparto ortofrutta, dall’anno prossimo diremo addio ai cotton fioc di plastica e del 2020 alle microplastiche nei cosmetici.

Il report del WWF riporta anche una serie di raccomandazioni rivolte ai cittadini: con pochi semplici accorgimenti, ognuno di noi può fare la differenza.
Quando possibile, dobbiamo scegliere oggetti realizzati con materiali alternativi alla plastica, biodegradabili o riciclati.
Assolutamente da evitare i prodotti usa e getta realizzati in plastica, come cannucce, sacchetti, piatti e posate, ma anche le bottiglie di plastica.
Conservare gli alimenti senza plastica: il vetro è un sostituto più rispettoso dell’ambiente e più sano, dato che non c’è il rischio che rilasci eventuali contaminanti.
Attenzione all’etichetta, anche quando si acquistano saponi o prodotti cosmetici. Molti di questi contengono microplastiche, ma è facile riconoscerli, o evitarli, controllando che tra gli ingredienti non risulti nessuno di questi: polyethylene, polypropylene o polyvinyl chloride.

Quando si fa la spesa, preferire alimenti sfusi e, se disponibili, detersi “alla spina” o eco-ricariche.
Fare molta attenzione alle regole di ogni comune per la raccolta differenziata, in modo da smaltire correttamente i rifiuti.
Essere sempre responsabili: non inquinare abbandonando rifiuti nell’ambiente (neanche i mozziconi di sigaretta). Impegnarsi per promuovere la sostenibilità.

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