Rifiuti, procuratore generale di Milano Alfonso: “C’è un’unica regia dietro gli incendi dolosi al Nord”

Il pg durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario: “Nell’ultimo anno numerosi sono stati i casi in danno di impianti formalmente autorizzati e di capannoni industriali dismessi, ma ‘stipati’ in modo clandestino di migliaia di tonnellate di rifiuti, in parte provenienti dalla Campania”. E la “portata del fenomeno interessa tutte le regioni settentrionali”

Nell’ultimo anno “numerosi sono stati gli incendi dolosi in danno di impianti formalmente autorizzati e di capannoni industriali dismessi, ma ‘stipati’ in modo clandestino di migliaia di tonnellate di rifiuti, in parte provenienti dalla Campania” e la “portata del fenomeno, che interessa tutte le regioni settentrionali, lascia ipotizzare la presenza di un’unica regia”. L’ipotesi dietro i numerosi incendi che si sono verificati in Lombardia nell’ultimo è avanzata dal procuratore generale di Milano Roberto Alfonso nell’intervento che ha tenuto durante l’inaugurazione dell’Anno giudiziario.

Nella sua relazione, Alfonso parla anche quest’anno dei risultati ottenuti nel contrasto alla criminalità organizzata, e soprattutto alla ‘ndrangheta, ma si concentra in particolare sull’aumento “esponenziale dei segnali indicatori di attività illecite nel settore dello smaltimento dei rifiuti”, parlando dei molti incendi dolosi degli ultimi mesi in Lombardia, tra cui anche quello di una capannone alla Bovisasca, periferia nord di Milano, con i fumi che hanno raggiunto anche il centro città, lo scorso ottobre. Il maxi-rogo fu il 18esimo registrato nel 2018 in Lombardia.

Alfonso mette in luce l’ipotesi di una “unica regia, la cui individuazione passa attraverso l’avvertito coordinamento investigativo tra le Direzioni Distrettuali Antimafia del Nord, le Direzioni Distrettuali Antimafia di Napoli, di Salerno e di quelle della Calabria”. Il capo della Procura generale, inoltre, sottolinea anche quest’anno “l’importanza strategica del ‘capitale sociale’ delle organizzazioni criminali di stampo mafioso, rappresentato dalla loro rete relazionale che comprende imprenditori, professionisti, pubblici funzionari, appartenenti alle forze dell’ordine e politici e che costituisce il principale asset”. Il Fatto quotidiano

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