La Camera ha approvato all’unanimità la mozione per limitare l’uso dei pesticidi

Salva la Terra: «Un ottimo passo per agricoltura e sicurezza alimentare». E’ stata approvata alla Camera dei Deputati la mozione promossa da Rossella Muroni (Liberi e uguali) e Serse Soverini (Gruppo Misto) e firmata anche da Federico Fornaro (capogruppo LeU alla Camera), Giuseppina Occhionero (Leu), Federico Conte ( Articolo 21 – Movimento democratico e progressista) per applicare il divieto dell’utilizzo dei pesticidi nocivi nel nostro Paese. Dalla Campagna Cambia la Terra – No ai pesticidi. Sì al biologico (Clt) arriva un forte apprezzamento: «Il mondo dell’agricoltura biologica porta a casa un’importante vittoria. Un impegno serio e costante sui temi dell’innovazione, la cura e la sostenibilità che viene ripagato con una mozione che segna un cambio di passo. L’Italia ha bisogno di un’agricoltura sostenibile, un’agricoltura che miri non solo a garantire la sicurezza alimentare attraverso una maggiore produzione ma aiuti gli agricoltori a soddisfare le loro aspirazioni socio-economiche e culturali e a proteggere e preservare le risorse naturali per soddisfare le generazioni future favorendo pratiche sostenibili come l’agricoltura biologica».

La Muroni spiega che «Con la mozione bipartisan appena approvata, nata da un atto a mia prima firma, la Camera impegna il governo ad andare in direzione di un’agricoltura buona, sana e sostenibile, che faccia sempre meno uso di pesticidi. A tutela della qualità del made in Italy e del futuro dei nostri agricoltori. L’esecutivo dovrà potenziare i controlli sui pesticidi e anche le verifiche sui prodotti importati dai Paesi terzi che vengono trattati con il glifosato. L’atto impegna, tra l’altro, il governo a promuovere un monitoraggio uniforme a livello nazionale sulla contaminazione da fitofarmaci nelle acque, a prevedere misure per un utilizzo più responsabile dei fitofarmaci e per favorire la diffusione di pratiche sostenibili e amiche del clima, come l’agricoltura biologica. Il governo dovrà introdurre l’obbligo di avviso ai residenti prima di ogni trattamento chimico e una distanza minima di sicurezza per evitare il rischio di contaminazione chimica di colture bio, abitazioni e spazi pubblici».

La Muroni a dicembre aveva depositato una mozione sottoscritta dagli altri deputati di LeU e da Soverini, per un’agricoltura pesticidi-free ed evidenzia che si tratta di «Un testo ispirato alle proposte della campagna Cambia la terra e alle richieste della petizione online “No-Pesticidi”, a cui si sono poi aggiunte le mozioni degli altri gruppi. Con una ampia opera di confronto e mediazione è stato possibile arrivare all’atto unitario approvato all’unanimità dall’Aula. Un atto che ha sostituito le mozioni dei singoli gruppi e che nelle premesse porta il segno della mediazione, ma grazie al quale la Camera ha impegnato il governo su diversi fronti importanti e la politica ha dimostrato di saper mettere da parte divisioni e interessi di parte nell’interesse del Paese».
Nella mozione unitaria si legge che «Il settore agricolo e agroalimentare italiano diventerà tanto più competitivo quanto più sarà in grado di essere sostenibile». In quest’ottica, l’agricoltura con metodo biologico e l’agricoltura integrata «possono rappresentare modelli ai quali l’agricoltura del futuro potrà guardare e dove il rispetto dell’ambiente potrà essere l’obiettivo primario». Nel documento bipartisan che porta come prima firma quella del capogruppo della Lega Riccardo Molinari, si ricorda che il principio di riduzione dei rischi legati all’uso di pesticidi è stato ribadito anche a livello comunitario. Il 16 gennaio 2019 il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione che individua le priorità del principio di trasparenza, di tutela dell’ambiente e della salute puntando alla revisione della procedura di autorizzazione dei fitosanitari nell’Unione Europea. Priorità rese necessarie dal fatto che le decisioni di «autorizzazione sulle sostanze attive recentemente sviluppate e sui prodotti fitosanitari sono invariabilmente adottate in un contesto di incertezza per quanto riguarda l’impatto reale» e che «manca un monitoraggio post-autorizzazione, dati sui quantitativi esatti di ciascun prodotto fitosanitario applicato, sull’attuazione e sull’efficacia delle misure di mitigazione e sui potenziali effetti nocivi per la salute umana e animale e per l’ambiente».

La ex presidente di Legambiente sottolinea che «Per la prima volta un atto parlamentare pone il problema del multiresiduo e degli effetti che può comportare su ambiente e salute. Infine, per tutelare le api è sollecitata un’azione per un divieto definitivo a livello europeo all’uso dei neonicotinoidi.
Essendo l’Italia tra i maggiori consumatori di fitofarmaci a livello europeo». E la Campagna Cambia la Terra – No ai pesticidi. Sì al biologico (Clt) conferma l’importanza del lavoro fatto e da fare sul multiresiduo. Nella mozione si legge: «I limiti sui residui di fitosanitari negli alimenti e i relativi controlli a livello europeo e nazionale, come previsto dalle norme vigenti, prendono in esame solo il singolo principio attivo senza tener in considerazione l’aspetto del multiresiduo e la valutazione degli effetti sinergici derivanti dalla contemporanea presenza di più principi attivi in uno stesso alimento anche se ognuna in concentrazioni entro i limiti di legge». Clt aggiunge: «Un effetto cocktail che impensierisce e che chiama a interventi mirati».

Intervenendo in aula, Paolo Parentela del MoVimento 5 Stelle ha detto che «I pesticidi sono destinati a influenzare i processi di base degli organismi viventi e pertanto possono uccidere o controllare gli organismi nocivi come i parassiti. Allo stesso tempo, possono provocare effetti negativi indesiderati su organismi non bersaglio, sulla salute umana e sull’ambiente. Nonostante tutti i tentativi fatti per circoscrivere i rischi legati all’impiego dei pesticidi e per evitare effetti indesiderati, è ancora possibile ritrovare quantitativi di alcuni pesticidi nelle varie matrici ambientali (soprattutto nel suolo e nelle acque) e nei prodotti agricoli sono ancora presenti residui superiori ai limiti stabiliti per legge. Inoltre, i limiti sui residui di fitosanitari negli alimenti e i relativi controlli a livello europeo e nazionale, come previsto dalle norme vigenti, prendono in esame solo il singolo principio attivo senza tenere in considerazione l’aspetto del multiresiduo e la valutazione degli effetti sinergici derivanti dalla contemporanea presenza di più principi attivi in uno stesso alimento, anche se ognuna in concentrazioni entro i limiti di legge. Particolare preoccupazione sono gli interferenti endocrini, infatti, gli esperti degli Stati dell’Ue hanno approvato i criteri scientifici proposti dalla Commissione europea nel giugno 2016, per identificare gli interferenti endocrini presenti nei pesticidi e nei biocidi, cioè le sostanze in grado di interferire con il sistema ormonale e di causare patologie anche gravi. Le sostanze attive con proprietà di interferenza endocrina devono essere limitate dall’industria chimica. L’EFSA e l’Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) hanno pubblicato linee guida sulle modalità per individuare le sostanze con proprietà d’interferenza endocrina in pesticidi e biocidi». Citando il Rapporto Cambia la Terra, Parentela ha evidenziato che «Il costo viene pagato, prima di tutto, in termini di perdita di biodiversità e di danni agli ecosistemi naturali. Un ettaro di terreno sano contiene infatti circa 15 tonnellate di organismi viventi, equivalenti al peso di 20 bovini da latte. Un patrimonio in termini di biodiversità che può essere seriamente compromesso dall’impiego di pesticidi e fertilizzanti di sintesi che modificano gli equilibri naturali tra i microrganismi presenti nel suolo».

La Camera ha espresso preoccupazione anche per l’inquinamento delle acque superficiali e sotterranee, dove la presenza di pesticidi fonte di allarme. «In generale – ricorda la mozione votata alla Camera – sono 35.353 i campioni di acque superficiali e sotterranee analizzate in Italia nel biennio 2015-2016, per un totale di quasi 2 milioni di misure analitiche e 259 sostanze rilevate (erano 224 nel 2014). Nel 2016, in particolare, sono stati trovati pesticidi nel 67% dei 1.554 punti di monitoraggio delle acque superficiali e nel 33,5% dei 3.129 punti delle acque sotterranee. Gli erbicidi, in particolare, rimangono le sostanze riscontrate con maggiore frequenza ma aumenta significativamente anche la presenza di fungicidi e insetticidi».

Per quanto riguarda le api, la rete nazionale di monitoraggio degli alveari segnala gravi mori. Sul banco degli indagati ci sono sostanze come i neonicotinoidi ma i deputati sostengono che è molto probabile che «Si sia accentuato un uso pervasivo e irresponsabile di altre molecole neurotossiche, come il piretroide deltametrina o l’insetticida clorpirifos, o il fungicida tebuconazolo».

Secondo i deputati «E’ necessario potenziare il sistema dei controlli sull’uso corretto dei pesticidi in agricoltura. Ma è necessario anche incrementare i controlli sui prodotti agroalimentari importati dai paesi terzi perché occorre escludere che siano stati trattati con il glifosato oltre la soglia permessa in ambito europeo. Questo per tutelare la filiera produttiva italiana e garantire alti standard di qualità. È importante anche continuare, e sempre con maggiore attenzione, a vigilare sul livello di contaminazione da pesticidi nelle acque per tutelare acque, certo, ma anche per assicurare un alto livello di protezione della salute umana, animale e dell’ambiente».

La mozione cita più volte la nuova Politica agricola europea (Pac) e in particolare, spiegano a Clt, chiede di «inserire criteri e iniziative volte a favorire pratiche agricole che determinino effetti positivi per la tutela dell’ambiente e il contrasto ai cambiamenti climatici, prevedendo anche adeguati strumenti per la valorizzazione e la promozione dell’agricoltura biologica e per la riduzione della presenza di sostanze chimiche di sintesi negli ecosistemi. Solo così si potrà rispondere alla domanda di cibo sano che viene espressa in misura sempre maggiore dai cittadini».

I parlamentari di tutte le forze politiche che hanno firmato la mozione approvata alla Camera chiedono al governo di «assumere iniziative normative nell’ambito della revisione del Pan che stabiliscano le distanze minime di sicurezza dalle abitazioni, dai confini privati e dalle coltivazioni biologiche per evitare la contaminazione da pesticidi». Secondo i parlamentari, «prima di ogni trattamento, dovrà essere obbligatorio avvisare i residenti» e chiedono al governo di prevedere, nell’ambito della revisione del Pan. «specifici obiettivi d’incremento della superficie agricola utilizzata coltivata con il metodo dell’agricoltura biologica, a partire dalle aree protette e i siti Natura 2000 e l’ulteriore diffusione di tecniche sostenibili in agricoltura anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie di precisione funzionali allo sviluppo dell’agricoltura integrata».

Secondo la Federazione dei Verdi «Si tratta di un provvedimento storico per l’Italia che insieme alla Francia ed al suo divieto di utilizzo del Glifosato possono fare da apripista per una legislatura europea per la salvaguardia dell’ambiente e della salute di tutta la popolazione».
I Co-portavoce dei Verdi italiani. Elena Grandi e Matteo Badiali, hanno espresso grande soddisfazione: «L’approvazione alla Camera all’unanimità della mozione per il divieto di pesticidi è una bella notizia che aspettavamo da tempo e che si realizzata grazie al grande lavoro di Rossella Muroni, prima firmataria, e di Serse Soverini, cofirmatario. E’ una decisione fondamentale che valorizza l’agricoltura sostenibile e di qualità, tutelando al contempo ambiente e salute. Un atto ispirato dalla campagna Cambia la Terra e dalla petizione on-line “No Pesticidi”, questo certifica che se si uniscono il civismo e l’ecologia si ottengono risultati che coinvolgono tutta la cittadinanza, senza nessuna distinzione, per la difesa della qualità e della sicurezza dei cibi. E’ questo lo spirito dell’Onda Verde e Civica che terremo presente in tutto il percorso che porterà alla presentazione della nostra lista alle elezioni Europee di maggio».

La portavoce di Clt, Maria Grazia Mammuccini, conclude: «E’ un risultato importante che accoglie le nostre istanze principali. Grazie all’impegno di una coalizione di Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica e assieme ad altre iniziative che partono dal basso, dai cittadini, come il gruppo facebook “No Pesticidi” siamo riusciti ad accendere i riflettori su questo tema anche attraverso alcune iniziative realizzate presso la sala stampa della Camera. I parlamentari più sensibili ci hanno ascoltato. Lo dimostra anche il percorso fatto per centrare l’obiettivo. Non possiamo che essere soddisfatti dell’impegno di tutti i gruppi parlamentari e del fatto che su un tema così importante abbiano trovato il modo per mettere in secondo piano le divisioni politiche nell’interesse del paese. Per noi il voto è un riconoscimento importante che dà valore al nostro impegno. Avviene, vale la pena ricordarlo, in un momento importante: la revisione del Pan, il Piano di azione nazionale sui pesticidi, che porterà a scelte importanti che condizioneranno i prossimi anni. Anche in quest’ottica il voto è un segnale da leggere positivamente». GreenReport

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