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Dieci commenti al rapporto ISPRA 2019

Rapporto ISPRA Rifiuti Urbani 1/10. Dopo la lettura del Rapporto Rifiuti Urbani di ISPRA 2019 condivido una decina di brevi schede alcune riflessioni spinte dalla lettura dei dati. Iniziamo dalla raccolta differenziata nelle regioni italiane. Percentuali in continua crescita con solo 7 Regioni che superano l’obiettivo 2012 al 65% di raccolta differenziata. Un enorme plauso alla Regione Sardegna che in pochissimo tempo e semplicemente con una buona legge entra nel club delle regioni virtuose. Ma si può fare anche meglio ed il Veneto confermata prima regione con il 73,8 su quasi 5 milioni di abitanti!

Rapporto ISPRA Rifiuti Urbani 2/10. Le raccolte differenziate crescono, “solo” 7 regioni italiane rispettano gli obiettivi di legge al 65%. Ma non crescono abbastanza purtroppo gli impianti per il trattamento della frazione organica. Circa il 40% delle raccolte differenziate è umido o verde e dove finisce? Ecco qua la classifica tra le regioni italiane che esportano questa tipologia di scarto e quelle che invece la importano.

Rapporto ISPRA Rifiuti Urbani 3/10. Crescono a 48 (da 40 del precedente anno) le province italiane che superano il 65% di raccolta differenziata. Treviso rimane prima, tallonata da Mantova. Entrano nella classifica delle virtuose, importanti province della Sardegna, del centro e sud italia e cresce di quasi un punto la provincia di Milano, la metropoli del nostro paese che più sta crescendo in questi ultimi anni per quantità di materiali avviati a riciclo.

Rapporto Ispra 4/10. Crescono le raccolte differenziate nelle regioni e nelle province italiane. La frazione principale dell’avvio a riciclo rimane l’organico per il quale abbiamo visto c’è una mancanza strutturale di impianti. La seconda per importanza rimane la carta (20% di raccolta differenziata e 25% dell’avvio a riciclo) ma la situazione del settore attraversa una fase difficile. Alcune città italiane hanno addirittura bloccato la raccolta della carta perchè mancano gli blocchi. Fino a qualche anno fa l’Italia importava carta da macero, ora invece c’è un sorplus che ne determina un drastico calo dei prezzi. Speriamo che a livello nazionale si riesca a spingere sempre più per l’utilizzo della carta da riciclo invece che da materia vergine in modo da dare il giusto supporto ad un settore così strategico per la sosteniilità

Rapporto Ispa 5/10 Le raccolte differenziate crescono ovunque, aumentano a 48 le province italiane oltre il 65% ed a 7 le regioni che superano lo stesso risultato. Ma un altro dato interessante riguarda le grandi città. Si dice sempre siano il contesto più difficile per attuare serie politiche di separazione dei materiali di scarto. Tra quelle oltre i 200 mila abitanti Milano e Venezia, ormai prossime al 60% e con performance in costante crescita dimostrano che con una politica seria di progettazione e programmazione è possibile raggiungere ottimi irsultati anche nelle metropoli. Per non parlare di città sempre più virtuose che stanno tra i 100 ed i 200 mila abitanti che hanno ormai superato il 70% come Parma, Prato o Terni per fare solo tre esempi.

Rapporto Ispra 6/10 A livello nazionale la produzione di rifiuto urbano è tornata a superare le 30 milioni di tonnellate. La produzione nazionale dei rifiuti segue molte variabili legate alla quantità della produzione di beni ma anche di altro tipo come spesso purtroppo la diffusione di modelli di consumo usa e getta, che dietro a prezzi bassi celano costi ambientali notevoli che tornano a ricadere sulla collettività. I Paesi europei hanno l’obbligo di definire oltre a livelli minimi di riciclo, anche obiettivi di riduzione (attraverso la prevenzione ed il riutilizzo). L’Italia ha definito alcuni annni fa un Programma nazionale di prevenzione ma manca una vera strategia nazionale ed obiettivi

Rapporto Ispra 7/10. Che peso hanno gli imballaggi nel quantitativo complessivo delle raccolte differenziate in Italia? Il valore assoluto è attorno al 20% ma se togliamo dai calcoli la frazione principale del rifiuto, ovvero l’organico, la situazione cambia di molto ed arriviamo ad una media superiore al 50%. Per ogni tipologia di materiale il dato varia e di molto. Non è una riflessione marginale perchè il valore di questi materiali è sancito dall’Accordo ANCI-CONAI (in fase di rinnovo proprio in questo periodo) e da questo accordo possiamo variare, e di molto, le economicictà di sistemi di raccolta differenziata spinta ed investimenti per migliorare sempre più la qualità delle raccolte differenziate.

Rapporto Ispra 8/10 Come variano i costi di raccolta e smaltimento con l’aumento delle raccolte differenziate? Elevate raccolte differenziate (con servizi a domicilio) comportanto un aumento dei costi di raccolta (ma con enormi variabili che nella progettazione dei servizi vanno calcolate), una diminuzione dei costi di smaltimento ed un aumento dei ricavi da avvio a riciclo dei materiali. Ma anche su questa ultima voce di bilancio economico si deve fare molta attenzione a diverse variabili, in primis la qualità del materiale raccolto, fattore determinante per l’economicità del sistema.

Rapporto Ispra 9/10 Un tema complesso e delicato è quello delle bioplastiche. Il Rapporto ISPRA 2019 stima in 88 mila tonnellati i quantitativi italiani annui tra sacchetti, stovigliame ed altro. 55 mila circa sacchetti asporto merci e quasi 10.000 sacchetti per le raccolte differenziate dell’organico. Per i sacchetti asporto merci si stima che ancora il 39% sia materiale non a norma. Mediamente lo scarto in ingresso agli impianti di compostaggio è del 5% di cui quasi un quarto sono sacchetti di plastica tradizionale. Due fattori non so no al momento esaminati dal rapporto. 1) La diffusione dei manufatti compostabili in bioplastica spesso non vengono compostati negli impianti di compostaggio per tempistiche di compostabilità più lunghe rispetto agli scarti alimentari (diverso per piatti e bicchieri di carta che possono essere conferiti ed avviati a riciclo con la carta). 2) Negli ultimi anni si sono diffusi sacchi di carta per la raccolta dell’organico ed hanno effetti positivi sia sulla raccolta (assorbimento umidità) che negli impianti (più facile e veloce la compostabilità), hanno una ottima tenuta e se fatti con carta da riciclo sono un esempio perfetto di economia circolare.

Rapporto ISPRA 10 di 10. In questi mesi abiamo parlato di raccolte differenziate, di filiere di riciclo, di costi e ricavi del settore igiene urbana. In quest’ultima scheda sul Rapporto ISPRA 2019 vediamo che dei 131 impianti di TMB presenti in Italia si tratta una quantità decrescente di rifiuto indifferenziato che va prevalentemente in discarica. Mentre i codici in entrata è quasi solo uno, sono molti quelli in uscita, da questi semplici grafici si comprendono le tipologie di flusso. Al prossimo rapporto!

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