Antenna, «tregua» incandescente

Altri cartelli di protesta in attesa di un nuovo incontro con Del Ghingaro
TORNA a diventare incandescente la protesta dei residenti di Segromigno in Monte (via Nuova e dintorni) contro la decisione dell’amministrazione Del Ghingaro di installare un’antenna per la telefonia mobile dietro il rudere dove dovrebbe sorgere La Cittadella della Calzatura o il Polo Tecnologico: un sito infelice perchè a soli 50 metri dalle case, e secondo la gente in palese contrasto con il regolamento dell’amministrazione che stabilisce distanze ben più consistenti. Le proteste sembravano essersi raffreddate dopo che il sindaco ha incontrato una delegazione di cittadini, aprendo uno spiraglio in vista dello spostamento del traliccio Vodafone, peraltro già pronto. Ma evidentemente le tensioni non si sono del tutto sopite e, mentre alcuni carteli anti-amministrazione e anti-sindaco erano spariti da qualche giorno, ieri ne sono ricomparsi altri nuovi: in uno si legge «Del Ghingaro non siamo cavie». In un altro, sotto uno slogan, sono disegnate due bare, a significare che la popolazione teme per la propria salute vista la posizione dell’antenna vicina alle case. La settimana che sta per iniziare potrebbe tuttavia essere determinante per sapere se l’amministrazione ritenga possibile accontentare i cittadini.
IL SINDACO nel faccia a faccia aveva rasserenato gli animi dopo le assemblee di qualche settimana fa, in cui sia il vicesindaco Menesini che l’assessore all’ambiente Ciacci avevano escluso ripensamenti. Ma l’inattesa apertura di Del Ghingaro ha aperto qualche speranza: la decisione di esporre nuovi cartelli di protesta è legata alla volontà dei residenti di non far calare l’attenzione su una questione così delicata, nell’attesa che il Comune si pronunci chiaramente e senza titubanze o rinvii. Mentre c’è qualcuno che denuncia anche un raid vandalico di sconosciuti contro le «lenzuola» della polemica…

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