‘Oil for nothing’: una mostra a Capannori sulle vittime nigeriane del petrolio

L’esposizione che racconta gli impatti delle multinazionali del petrolio sarà allestita nell’atrio del Comune di Capannori fino a fine mese. Oil for Nothing è il titolo della mostra fotografica di Luca Tommasini realizzata dalla Campagna per la Riforma della Banca Mondiale che narra con le sue immagini le condizioni di vita di diverse comunità del Delta del Niger in cui operano le multinazionali del petrolio.

La mostra rimarrà aperta fino a fine giugno nell’atrio del Comune di Capannori ed è promossa dall’Osservatorio per la Pace del Comune in collaborazione con la sezione lucchese di Amnesty International. La mostra è stata preceduta dall’incontro “Quanto costa un litro di benzina” che si è tenuto il 23 maggio al Polo Culturale Artemisia a Capannori a cui hanno partecipato Elena Gerebizza della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale e Laura Renzi di Amnesty Italia.

La mostra riporta le immagini di alcuni centri del Delta del Niger come il villaggio di Goi, diventato ormai “fantasma” disabitato dal 2009. A segnare per sempre il destino di Goi sono state le perdite della Trans Niger Pipeline, l’oleodotto che attraversa la regione fino al terminale di Bonny, dove il greggio viene processato prima di essere esportato in tutto il mondo. Nel 2004 un tubo della Shell vecchio di decenni non ha resistito più all’usura del tempo, crepandosi e versando così nello specchio d’acqua accanto al quale era sorto il villaggio il suo carico funesto. Gli alberi e le piante si sono ammalati, i pesci sono morti, la terra si è impregnata di una sostanza oleosa che ne ha minato la fertilità. Qui di perdite ce ne sono state altre, nel 2008 e nel 2009, ma di opere di bonifica non se n’è vista nemmeno l’ombra. La mostra di Tommasini documenta diverse situazioni come queste. Per info: www.crbm.org | www.lucatommasini.it.

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