Liguria, disastro annunciato, le domande del Wwf rimaste senza risposta

Home Ambiente Liguria, disastro annunciato, le domande del Wwf rimaste senza risposta
Liguria, disastro annunciato, le domande del Wwf rimaste senza risposta

Comunicato stampa diffuso appena martedì scorso dall’associazione ambientalista Wwf Liguria
ARRIVA ALTRA PIOGGIA: MA IN REGIONE SI “SEMPLIFICA” L’ARRIVO DEL CEMENTO.
ALLUVIONI E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: CAMBIARE LE SCELTE URBANISTICHE PER INTERROMPERE LE LACRIME DI COCCODRILLO . INTANTO LAVORI INUTILI DEL GOVERNO PER PROTEGGERE da un ruscelletto LA DIGA DI ORTIGLIETO ABBANDONATA DA 76 ANNI
——————
Mentre non si arresta la conta dei morti e dei danni per i recenti fatti alluvionali del 25 ottobre, rivolgiamo 4 domande alla Giunta e al Consiglio Regionale della Liguria:
1) La Giunta Regionale ha appena depositato il disegno di legge n. 177 che intende istituire il regime del “silenzio-assenso” per i permessi di costruire. ( Vedi link ) in esame il 4 novembre alla VI Commissione Consiliare della Regione Liguria.
Si intende accantonare questa scelta scellerata che attenuerebbe i controlli preventivi sui nuovi volumi da edificare ?
2) Il regolamento regionale 3/2011 proposto dalla giunta ed approvato dal Consiglio regionale il 20 luglio scorso ammette possibili deroghe per costruire nei centri abitati a 3 metri dai corsi d’acqua, (5 metri fuori dai centri urbani) anziché 10 metri come prevede di norma il Regio Decreto 523 del 1904; si intende o no elevare questo paramentro per le distanze di sicurezza ?
3) Si intende o no abrogare la variante normativa al piano del Parco di Montemarcello-Magra, approvata a fine estate 2010, che consentirebbe la speculazione immobiliare di Marinella, in aree colpite dalla recente alluvione ?
4) Come si esprimerà la Regione sui progetti dell’outlet di Brugnato , alla luce dei recenti tragici fatti ?
Nel frattempo, nella pubblica amministrazione, la mano destra continua a non sapere cosa fa la mano sinistra. Da alcune settimanale a Rossiglione (GE), vicino al confine con Molare (AL) la Presidenza del Consiglio, attraverso il Provveditorato delle Opere Pubbliche del Piemonte, sta spendendo 206.000 euro per la costruzione, in un’area boschiva completamente disabitata, di un terrapieno a difesa di una diga abbandonata e dimenticata da 76 anni (con bacino secco !):
( Vedi link ) ci riferiamo alla diga principale dell’ex invaso di Ortiglieto, luogo di una tragica alluvione nel 1935. La differenza è che ora l’invaso non esiste più, e si sta buttando denaro pubblico per proteggere una diga abbandonata che sorge sul vecchio tracciato dell’Orba, ora asciutto, perchè il torrente scorre con un altro percorso.
Si pensi che i lavori vengono affettuato in adempimento ad un decreto-legge del 2004 per lavori “urgenti” di protezione delle dighe, e ad un’ordinanza di Belusconi Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, Berlusconi, 1 giugno 2005, n. 3437 riguardante gli “Interventi urgenti di protezione civile per la messa in sicurezza delle grandi dighe delle regioni Liguria, Marche e Lazio”.
Vedi questo link e quest’altro link
Una spesa assurda e inutile, per difendere lo scheletrone abbandonato della diga dalla possibile erosione del Rio Brigne (un ruscelletto), che scorre parallelo a qualche decina di metri di distanza, mentre non si sa dove sbattere la testa per coprire i danni dell’alluvione nello Spezzino e in Lunigiana.