Al via la nuova Isola Ecologica di Lammari

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Inaugurata oggi (sabato 25) l’isola ecologica di Lammari
UNA NUOVA STAZIONE ECOLOGICA E’ AL SERVIZIO
DEI CITTADINI DELLA ZONA NORD DI CAPANNORI
Un ulteriore passo in avanti verso “Rifiuti zero entro il 2020”

isola ecologica Lammari inaugurazione (Small)Taglio del nastro per l’isola ecologica di Lammari, che servirà tutta la zona nord del comune di Capannori. Un’apertura importante per l’amministrazione comunale, per Ascit e le molte frazioni interessate, fra cui alcune molto popolose. Grazie alla nuova stazione, infatti, anche i cittadini che vivono nell’area nord del territorio potranno compiere le buone pratiche di ogni giorno con maggiore semplicità. Per conferire rifiuti particolari o ingombranti potranno utilizzare la struttura che il sindaco Giorgio Del Ghingaro, il presidente di Ascit Maurizio Gatti e la giunta comunale capannorese, con la presenza anche del consigliere provinciale Luciano Bracciali,  hanno inaugurato oggi (sabato 25 giugno).
L’area, di circa 1000 metri quadrati, si configura come un capannone collocato su grande piazzale recintato, al cui interno sono dislocati dei container per i diversi materiali, una pesa per i camion e le auto (per quantificare il netto conferito) e un ufficio che garantisce la presenza di un operatore.
Nella stazione ecologica di Lammari i cittadini possono portare i seguenti materiali: carta e cartone; tubi fluorescenti e lampadine al neon; frigoriferi e climatizzatori; olio vegetale; batterie al piombo; televisori e schermi; piccole e grandi apparecchiature elettriche; legno; metallo; materiali ingombranti.
“Si tratta di un servizio importante che Comune e Ascit mettono a disposizione degli abitanti della zona nord di Capannori – dice il sindaco Del Ghingaro –. Con l’eliminazione dei cassonetti stradali, è fondamentale realizzare, sul territorio comunale, piattaforme in cui le persone possano portare i rifiuti che non possono essere lasciati filo strada. Questa isola ecologica, quindi, rappresenta un ulteriore passo in avanti nelle buone pratiche che caratterizzano la comunità capannorese che, divenuta attenta nel differenziare i rifiuti, chiede ai suoi amministratori di continuare a fornire strumenti con cui potenziare il virtuosismo ambientale. A Capannori, grazie a tante piccole scelte nella direzione del rispetto del territorio e dell’ambiente, stiamo sperimentando una vera e propria filiera delle buone pratiche che, stando ai risultati, riuscirà a portare il territorio a rifiuti zero entro il 2020”.
I rifiuti conferiti nell’isola ecologica vengono pesati e il peso del rifiuto, a seconda del materiale conferito, viene trasformato in punti che i cittadini accumulano su una scheda magnetica. Coloro che a fine anno superano i 500 punti ricevono, come premio, un assegno da 20 euro.
“Come Ascit- afferma il presidente dell’azienda Gatti – stiamo lavorando per migliorare, costantemente, i servizi ai cittadini. In questi giorni abbiamo installato un nuovo software che, collegato al database della Tia, ci consentirà di assegnare i punti utilizzando il codice fiscale invece della tessera. Una scelta compiuta per facilitare gli utenti dell’isola ecologica a ricevere una ricompensa simbolica (un assegno da 20 euro) per la scelta virtuosa concretizzata. Aprire una stazione a Lammari, inoltre, ci consente di soddisfare le necessità di una fetta importante di popolazione e porta a quota tre le isole ecologiche che la nostra azienda ha messo in funzione sul territorio di Capannori. Una crescita continua che presto si realizzerà in nuove pratiche, come l’applicazione della tariffa puntuale”.
Stando agli ultimi dati, i materiali conferiti in quantità maggiore sono il legno (16 tonnellate mensili), gli ingombranti (8 tonnellate), il ferro (3.5 tonnellate), seguiti dalla plastica (3.4 tonnellate) e da ‘computer e tv’ (2.6 tonnellate).
Da settembre, infine, nell’isola ecologica a Lammari sarà attivato un centro per il riuso, in collaborazione con la Caritas Diocesana. In questo modo sarà possibile riutilizzare mobili o elettrodomestici che, dopo l’opportuna riparazione e sistemazione, potranno continuare a svolgere la loro funzione. Anziché divenire rifiuti, quindi, saranno distribuiti negli alloggi popolari e alle fasce più fragili della popolazione.