EcoMagazine

Questa pioggia non basterà. Siccità, rischio razionamento acqua

La Toscana ha sete le precipitazioni delle ultime ore non incideranno su falde e bacini sempre più magri. In primavera rischio di tagli dell’erogazione. L’appello ai cittadini: “Consumo più consapevole”

Questa pioggia non basterà Siccità, rischio razionamento acqua
La Toscana ha sete. Le falde, i serbatoi, gli invasi sono a secco, fiaccati da un 2011 di piogge scarse e da un 2012 avviato sulla stessa strada. I cittadini che fino ad ora erano autonomi chiedono di allacciarsi all’acquedotto per riportare l’acqua in casa, in alcuni paesi del Chianti si va avanti con le autobotti, Bilancino è ai minimi.
La prospettiva per questa primavera non è buona. Passata la pioggia di questi due giorni tornerà l’alta pressione e quindi i giorni di sereno, di certo fino alla metà del mese. Ci vorrebbero invece almeno due settimane di precipitazioni per raddrizzare le cose ed evitare che si arrivi ai razionamenti. Da Publiacqua lo spiegano bene: se si va avanti così a giugno inizieranno le riunioni con i sindaci della provincia di Firenze, Prato e Pistoia, per discutere delle riduzioni di erogazione. In Regione è stata costituita una commissione di esperti con le autorità di bacino, le Province, i gestori dell’acqua, i commissari degli Ato per tenere costantemente sotto controllo la situazione. E’ stato chiesto a tutte le realtà locali quanto consumano i principali siti produttivi, agricoli e industriali, perché potrebbero essere i primi a subire limitazioni in caso di razionamento. “Ovviamente prima dovremmo garantire acqua per il consumo umano”, spiega l’assessore all’Ambiente Maria Rita Bramerini: “Speriamo di non arrivare a questo punto”. Vede un futuro prossimo molto difficile Gaia Checcucci, segretario generale dell’Autorità di bacino dell’Arno. “Mi
sembra impossibile che non vengano fatte ordinanze, iniziando dall’uso non potabile. Soprattutto non dobbiamo aspettare a luglio ma anticipare alla primavera. Non stiamo disegnando scenari di emergenza, nell’emergenza ci siamo già”.

L’acqua di riserva sta finendo. L’invaso di Bilancino ha un livello più basso di 7 metri e mezzo rispetto a quanto atteso in questo periodo. Dentro ci sono 36 milioni di metri cubi di acqua invece di 69. “Il problema è che da solo serve più provincie  spiega il direttore di Publiacqua, Erasmo D’Angelis, in linea con Checcucci  Non possiamo pensare che sostenga un’area così grande, vanno fatti piccoli nuovi invasi in altre zone, ad esempio nel Pratese, sulla Greve e la Pesa”. D’Angelis chiede ai cittadini di dare una mano per affrontare l’emergenza: “E’ necessario che ciascuno faccia un uso consapevole dell’acqua. A maggior ragione in questa fase così difficile”. Dall’azienda che porta l’acqua a 1 milione e 200mila persone fanno notare come per dare respiro a serbatoi e falde ci vorrebbero una quindicina di giorni di pioggia di seguito. Il problema per ora più che le grandi città interessa la provincia. Così succede che in un comune vicino a Firenze come Bagno a Ripoli a causa dei pozzi privati rimasti secchi molte persone che un tempo erano autonome chiedano di essere connesse alla rete idrica. Cosa che costa soldi e richiede anche qualche tempo, a seconda di dove si trova l’abitazione. Nel frattempo qualcuno si fa la doccia in palestra.

Ma non si deve pensare che la crisi sia limitata a Bilancino e all’Arno. La pioggia caduta negli ultimi 3 mesi nel bacino dell’Ombrone e del Bisenzio è circa il 50% in meno rispetto allo stesso periodo del 2011 e addirittura il 70% in meno se si prende in considerazione il 2010. “L’anno scorso in Toscana è stato il più siccitoso degli ultimi 10  dice ancora l’assessore Bramerini  in media nella nostra regione abbiamo registrato situazioni di ridotta disponibilità idrica del 50, in certi casi anche del 70%. L’unico bacino che non ci fa preoccupare in questo momento è quello del Serchio”. Le previsioni non lasciano grossi margini di ottimismo. Almeno quelle a breve termine. Bernardo Gozzini è un ricercatore del Cnr e direttore scientifico del Lamma, il laboratorio meteorologico della Toscana. “Di solito i picchi di pioggia da noi arrivano a primavera e autunno  spiega  In queste stagioni, nel 2011, le precipitazioni sono praticamente saltate. E questo malgrado l’alluvione della Lunigiana, quando è scesa tanta acqua ma in modo molto concentrato e quindi ha ricaricato poco la falda. Pioverà per alcune ore ma poi dovrebbe tornare l’alta pressione”.

Di acqua  –  ma da un altro punto di vista  –  si sta interessando anche il ministero dell’Ambiente che ha inviato alla Regione una serie di osservazioni sul piano 20102021 per la gestione del sistema idrico dell’Ato 3, approvato dai sindaci dei Comuni delle province di Firenze, Prato e Pistoia e gestito da Publiacqua. Adesso l’istruttoria passerà all’Autorità nazionale che dovrà fissare anche la nuova tariffa.

di MICHELE BOCCI – Repubblica

Lascia un commento