ISPRA: aumentano sia raccolta differenziata che la produzione dei rifiuti

ISPRA: aumentano sia raccolta differenziata che la produzione dei rifiuti

Nel 2024, la produzione nazionale dei rifiuti urbani si attesta a poco più di 29,9 milioni di tonnellate, in aumento del 2,3% (664 mila tonnellate) rispetto al 2023. La raccolta differenziata cresce al 67,7% ed il riciclo (al netto degli scarti nelle raccolte) passa dal 50,8 al 52,3. Entro il 2025 dobbiamo raggiungere il 55% ed il 65% entro il 2035. La frazione principale del materiale avviato a riciclo si conferma l’organico (40,9%), la seconda la carta (24,6%) terzo il vetro (13,2%), quarta frazione, la plastica, con il 6,1%.

Nel 2024 diventano 13 le Regioni che superano l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata che l’Italia per legge avrebbe dovuto raggiungere nel 2012. Basilicata ed Abruzzo le ultime regioni ad aver raggiunto l’obiettivo, mentre 7 sono ancora sotto questa soglia. Sul podio, in ordine: prima l’Emilia Romagna (78,9%), seconda il Veneto (78,2), terza regione la Sardegna (76,6), mentre la Toscana (68,1%) per la prima volta supera la media nazionale (67,7). Le ultime tre regioni d’Italia in questa classifica rimangono la Calabria (57,5%), il Lazio (56,2%), e la Sicilia (55,5%). Crescono (di 5) diventando 73 le province italiane che superano il 65% di raccolta differenziata. Il podio rimane lo stesso del precedente anno con Treviso prima (89%), seconda Mantova (87,4%) e terza Belluno (86%). Altre 11 superano l’80%: Novara, Pordenone, Reggio Emilia, Modena, Forli’-Cesena, Trento, Rovigo, Bergamo, Nuoro, Oristano, Ravenna. Se invece vediamo il contesto delle grandi città, con oltre 200 mila abitanti, Bologna risulta prima (72,8%), seconda Padova (65,1%) e terza Venezia (63,7%). Le ultime tre di questa classifica sono Napoli (44,4%), Catania (33,4) e Palermo con un disastroso 17,3%.

Crescono anche i Comuni a tariffazione puntuale. Secondo l ‘ISPRA: “la tariffazione puntuale rappresenta una leva strategica per migliorare la gestione dei rifiuti e favorire il rispetto delle normative europee sull’ambiente. Nell’ambito della diffusione della tariffazione puntuale, diverse regioni hanno integrato nei propri Piani Regionali dei Rifiuti specifiche linee guida per supportare e regolamentare l’adozione di questo sistema tariffario.”
I comuni che nel 2024 adottano il sistema di tariffazione puntuale (TP) del servizio di gestione dei rifiuti urbani, crescono a sono 1.490, per una popolazione complessiva di circa 10, 6 milioni di abitanti.
Il comune italiano con la popolazione maggiore è Parma (più di 198 mila abitanti), seguito da Reggio nell’Emilia (circa 172 mila abitanti), Cagliari (oltre 146 mila abitanti).

Continua anche nel 2024, come negli anni precedenti, la grande migrazione dei rifiuti, soprattutto dell’organico, dal centro-sud verso il nord del paese. La Campania esporta per 544 mila ton, il Lazio per 303 e la Toscana per 210. Da queste tre regioni parte ogni anno oltre 1 Milione di tonnellate di frazione organica delle oltre 7 prodotte a livello nazionale che va principalmente in Lombardia e Veneto, in impianti di digestione anaerobica che oltre al compost producono anche energia da biometano. Quasi 50 mila tonnellate arrivano in Lombardia dalla Sicilia, forse anche per questo questa regione è l’ultima a livello nazionale per raccolte differenziate. Ovvero è difficile fare una buona raccolta differenziata quando poi il materiale deve viaggiare per oltre 1000 chilometri. Speriamo che il 2026, scadenza per il PNRR, porti all’apertura dei numerosi impianti finanziati con questa misura nel Sud del paese.