RISTORAZIONE COLLETTIVA E SALUTE: QUALITA’ E SERVIZI E CENTRO SANTA TERESA DI CAPANNORI INSIEME PER UNA NUOVA CULTURA DELL’ALIMENTAZIONE
Quando la filiera corta incontra la cura della persona, il cibo smette di essere solo nutrimento e diventa uno strumento di benessere e riabilitazione. È questo il cuore della nuova collaborazione attivata nei giorni scorsi tra Qualità e Servizi spa, azienda pubblica leader nella ristorazione collettiva, di cui è socio anche il Comune di Capannori, ed il Centro Santa Teresa di Capannori, struttura ad alta intensità sanitaria per minori con disturbi del comportamento e psicopatologie.
L’accordo nasce da una visione condivisa: qualità delle materie prime, stagionalità e legame con il territorio sono elementi fondamentali per ricostruire un rapporto sano e consapevole con il cibo. In questo contesto, Qualità e Servizi mette a disposizione la propria esperienza nella selezione di prodotti biologici e locali, offrendo pasti che uniscono valore nutrizionale, gusto e sostenibilità.
Per il Centro Santa Teresa, questa collaborazione, avviata da circa un mese, rappresenta un elemento concreto di supporto al percorso terapeutico, che già sta dando evidenza della soddisfazione degli ospiti. In un contesto in cui il cibo è vissuto anche con difficoltà, proporre alimenti freschi, tracciabili e preparati con cura contribuisce a trasformare il momento del pasto in un’esperienza positiva, favorendo il recupero del rapporto con l’alimentazione anche sul piano emotivo e relazionale.
L’iniziativa è sostenuta dall’amministrazione comunale che la considera un esempio virtuoso di politica alimentare integrata.
“Questa collaborazione rappresenta un passo importante verso un sistema alimentare sostenibile e solidale – dichiara l’assessora alla Piana del Cibo, Silvia Sarti –. Portare la qualità della filiera corta all’interno di una struttura dedicata alla salute significa riconoscere al cibo anche un valore terapeutico e civile”.
Alessio Ciacci, Direttore Generale di Qualità e Servizi sottolinea il valore dell’iniziativa: “Il servizio pubblico può e deve offrire qualità. In questo progetto la filiera corta diventa
uno strumento concreto per sostenere percorsi di cura e rafforzare il legame tra cibo, territorio e comunità”.
Dal Centro Santa Teresa arriva una conferma altrettanto chiara: “Nel trattamento dei disturbi, anche di carattere alimentare, il momento del pasto è centrale. Offrire alimenti con una storia, una tracciabilità e un legame con il territorio aiuta i ragazzi a riscoprire il piacere e la fiducia nel cibo, rendendolo parte integrante del percorso di cura”.
L’esperienza si inserisce in una strategia più ampia del territorio di Capannori, che promuove un modello alimentare capace di coniugare salute, sostenibilità e sviluppo locale, rafforzando il ruolo del cibo come leva di benessere sociale.
