Il "Porta a porta" dei rifiuti urbani anche a La Spezia

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Il "Porta a porta" dei rifiuti urbani anche a La Spezia

DIFFERENZIATA PROSSIMO STEP A GIUGNO
Vola il «porta a porta» Pronti i bidoncini per altri 18mila spezzini
GLI SPEZZINI? Promossi quasi a pieni voti se si parla della raccolta differenziata. Parola dell’assessore comunale all’ambiente Laura Ruocco, che traccia un positivo bilancio del primo anno e mezzo del «porta a porta». «Abbiamo fatto il salto di qualità — esordisce —: partendo dal 24% del differenziato nel 2009, abbiamo raggiunto il 70,91% fra agosto e novembre 2011. Merito del nuovo sistema, che fa salire la media complessiva della città al 40,2%». Un successo che non e’ passato inosservato: «Possiamo dire di aver fatto da traino nella provincia: non a caso, dopo un
periodo di sperimentazione, il sistema sarà esteso anche a Lerici e nella Val di Magra e possiamo oggi ipotizzare l’investimento per la costituzione di una piattaforma di selezione per il materiale recuperato».
DOPO il test riuscito di Biassa e Pitelli «abbiamo promosso uno studio di fattibilità economica che ha avuto un riscontro positivo: più differenziata significa infatti tagliare i costi più alti del processo di eliminazione dei rifiuti, quelli relativi alla discarica e all’incenerimento, adeguandoci contemporaneamente agli standard richiesti dall’Unione europea».
DOPO la partenza del luglio 2010 nei quartieri del levante cittadino (che ha interessato 15mila persone, ndr.), il porta a porta è diventato un’abitudine anche per i 18mila residenti a Migliarina, Bragarina e Valdellora. Il prossimo step riguarderà 20mila spezzini da giugno 2012, mentre da novembre sarà esteso ad altri 18mila. «Le analisi merceologiche — continua Ruocco — hanno dimostrato che l’organico e la carta sono di buona qualità, mentre per quanto riguarda la plastica si deve migliorare». Tutto rose e fiori, quindi? Non proprio: oltre ai problemi ‘fisiologici’ legati alla transizione fra un sistema e l’altro, le lamentele, arrivate anche alla nostra redazione, hanno riguardato maggiormente lo smaltimento dei pannoloni, il posizionamento dei cassonetti e soprattutto il mancato ritiro.
E su quest’ultimo fattore, impossibile non fare riferimento alla crisi Acam. «Non nascondo — ammette l’assessore — che ci siano ancora problemi da parte dell’azienda e che il personale lavori sottodimensionato. Nonostante questo, voglio evidenziare come la cittadinanza abbia risposto nel modo migliore anche nelle difficoltà».
Chiara Tenca – La Nazione