Remedia e Bocconi: «Entro il 2030 dal riciclo dei Raee 13mila nuovi posti di lavoro»

RAEERisparmi nell’acquisto di materie prime, crescita dell’occupazione nei settori “green”, riduzione delle emissioni e conseguente generazione di valore economico. Sarebbero questi i principali impatti ambientali, sociali ed economici dell’evoluzione in chiave sostenibile del sistema di gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), secondo quanto emerso da uno studio promosso da Remedia – il principale Sistema Collettivo italiano no-profit per la gestione eco-sostenibile dei Raee, rifiuti da impianti fotovoltaici, pile e accumulatori – e condotto da IEFE Università Bocconi.

«Secondo le analisi effettuate da IEFE Bocconi per lo studio commissionato da Remedia, nel 2020 l’immesso al consumo di Apparecchiature Elettriche e Elettroniche è destinato a superare 1,3 milioni di tonnellate, con una crescita del 50% rispetto ai volumi attuali – ha concluso Danilo Bonato, Direttore Generale di Remedia – Grazie a questo sviluppo, il settore del riciclo dei Raee, da qui al 2030, potrebbe creare un numero di posti di lavoro compreso tra 13.000 e 15.000 unità, a patto che si raggiungano i target Europei di raccolta e riciclo.  Di fondamentale importanza anche il valore economico associato alle emissioni risparmiate al 2030, quantificabile tra gli 85 e i 100 milioni di euro all’anno». Senza dimenticare che, secondo gli autori dello studio, il risparmio nell’acquisto di materie prime grazie al recupero dei materiali contenuti nei Raee, che nel 2015 era pari a 110-120 milioni di euro nel 2015, potrebbe aumentare a circa 340-390 milioni tra il 2025 e il 2030, se i target fossero raggiunti

Nel solo 2016 sono state circa 283mila le tonnellate di Raee avviati agli impianti di trattamento, in aumento del 13,5% rispetto all’anno precedente e pari a circa il 40% dell’immesso al consumo. Numeri che, tuttavia, non bastano a raggiungere i nuovi target comunitari, che impongono il raggiungimento del 45% dell’immesso al consumo nel triennio 2016-2018, che salirà al 65% o, in alternativa, all’85% dei Raee generati a partire dal 2019. Questi target dovranno essere armonizzati con i contenuti della nuova Direttiva Europea sull’Economia Circolare, attualmente in fase di definizione. Inoltre questa Direttiva amplierà il concetto di “Responsabilità Estesa del Produttore” (EPR) e definirà il nuovo ambito di applicazione per il sistema Raee in Italia.

«I numeri presentati dal rapporto di Remedia mettono in luce come la gestione dei RAEE in Italia abbia già intrapreso una transizione verso un’economia circolare – ha dichiarato Simona Bonafé, Relatrice Direttiva Economia Circolare del Parlamento Europeo – faremmo però un errore se considerassimo l’economia circolare solo una politica ambientale. I dati presentati ci fanno capire che è molto di più. E’ l’impostazione di un nuovo modello economico, di una nuova strategia europea industriale sostenibile che produce posti di lavoro di qualità, aumento di pil e rafforza la competitività delle nostre imprese».

«Il settore delle apparecchiature elettriche ed elettroniche sarà interessato nei prossimi anni da importanti novità normative che spingono verso obiettivi crescenti di riciclo in una logica di circular economy – ha commentato Edoardo Croci, Coordinatore geo-green economy observatory IEFE Università Bocconi – si tratta anche di un’opportunità di innovazione tecnologica e gestionale per tutti gli operatori della filiera in modo da raggiungere il target europeo di 65% di riciclo. Lo studio IEFE Bocconi individua tre possibili scenari evolutivi che dipendono dai comportamenti dei cittadini, degli operatori e soprattutto dalle politiche pubbliche nazionali che rappresentano la condizione per il rispetto dell’obiettivo. Il sistema consortile ha la capacità di affrontare le nuove sfide in un quadro di chiarezza normativa, controlli efficaci e competizione regolata».

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