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Rifiuti, l’assessore Ciacci illustra il ciclo integrato di Capannori

LIVORNO. In Toscana uno dei comuni che meglio realizzano la gestione integrata del ciclo dei rifiuti è quello di Capannori: iniziative per la minimizzazione, recupero di materia grazie a una raccolta differenziata al 53% e al suo avvio ad impianti di riciclaggio, recupero di energia grazie alla selezione (Pioppogatto) e termovalorizzazione (Falascaia) dei rifiuti indifferenziati e conseguente minimizzazione del ricorso alla discarica.

All’assessore all’ambiente del Comune di Capannori, Alessio Ciacci (Nella foto), chiediamo qual è il segreto per far funzionare in modo corretto la gestione integrata dei rifiuti, rispettando la gerarchia di azioni previste anche dalla direttiva europea come voi state facendo?

«Non esiste alcun segreto, basta credere nella raccolta differenziata e dare priorità, in sintonia con la normativa europea e nazionale, non allo smaltimento dell’indifferenziato, bensì al recupero effettivo dei rifiuti attraverso il loro riciclaggio.

Laddove è stato avviato il “porta a porta” il rifiuto indifferenziato rappresenta solo un 16-17% del totale, mentre considerando l’intera area comunale attualmente rappresenta il 43%, tutto il resto viene avviato a riciclo, la materia ha nuova vita, si risparmiano materie prime all’ambiente e l’impatto ambientale dello smaltimento.

Se si considerano anche i vantaggi economici del riciclaggio (molto più economico rispetto allo smaltimento!), la riduzione delle tariffe che abbiamo riconosciuto ai cittadini e l’incremento occupazionale che abbiamo generato ritengo che l’esperienza sia un vero successo.

Per quanto riguarda lo smaltimento dell´indifferenziato l´Ato rifiuti definisce i flussi di smaltimento anno per anno. Sugli attuali flussi il nostro indifferenziato in parte va a Pioppogatto nell´impianto di selezione (che poi produce CdR per l´inceneritore di Falascaia a Pietrasanta) ed in parte va in discarica a Rosignano. Da un punto di vista economico a noi conviene sfruttare al massimo il flusso verso Rosignano perché costa meno rispetto a quello verso Pioppogatto».

La parola d´ordine resta comunque “Rifiuti zero”, un obiettivo che ieri nell´intervista al sindaco Del Ghingaro pubblicata sul Tirreno è stato spostato dal 2020 al 2025. A parte l´interpretazione che di questo slogan hanno già dato a greenreport il suo predecessore e lo stesso sindaco, lei ritiene che l´ambito comunale sia esaustivo per politiche di attacco duro alla riduzione dei rifiuti alla fonte? O non pensa che spesso si faccia un po’ di confusione fra riduzione dei rifiuti in discarica e riduzione di rifiuti alla fonte?

«A Rifiuti zero vogliamo arrivare entro il 2020 come da delibera di consiglio comunale, ma la cosa più importante, a mio giudizio, non sono i principi per i prossimi 10 anni bensì quanto abbiamo fatto fino ad oggi e quanto stiamo continuando a fare in questi giorni. Ovvero estendere sempre più la raccolta domiciliare “porta a porta”, l’unico strumento che se ben progettato e costruito, permettere di ottenere percentuali elevate di raccolta differenziata ma anche di ridurre i rifiuti.

La produzione dei rifiuti non è indipendente dal sistema di raccolta utilizzato. Senza dubbio con la raccolta domiciliare c’è una forte sensibilizzazione sia verso i cittadini che verso le utenze non domestiche sia a differenziare ma anche a stare più attenti al rifiuto prodotto. La riduzione dei rifiuti ritengo sia una priorità che deve essere raggiunta sia con politiche mirate alla riduzione degli imballaggi ma che ha anche inevitabilmente bisogno di un sistema di raccolta che non deresponsabilizzi (come succede con il cassonetto) ma che anzi educhi la cittadinanza a prendersi carico del problema rifiuti».

Siccome per fare le raccolte differenziate servono gli impianti, a che punto il vostro impianto di compostaggio?

«Abbiamo costruito un percorso d’intesa con la Provincia per la revisione del piano provinciale che individua nel Frizzone l’area deputata ad ospitare l’impianto di compostaggio. Ora con la nuova legge regionale speriamo di accelerare le cose con il piano integrato che dovrebbe essere pronto nel giro di 2-3 mesi. Come Provincia e come Comune non abbiamo dubbi sulla localizzazione e il nostro obiettivo è quello di far partire i lavori entro il 2008».

Non crede che la riduzione dei rifiuti alla fonte sia da riferirsi al governo sostenibile dei flussi di materia e cioè dalle politiche economiche ( che peraltro sono improntate tutte al totem della crescita della produzione e dei consumi) e non già a chi gestisce questi a valle (cioè i rifiuti quando si sono già formati) e tantomeno dentro confini di un comune piccolo o grande che sia?

«Certamente, noi però non ci siamo arresi e stiamo giocando, devo dire con un dimostrato ed oggettivo successo, tutte le nostre carte. La politica non può e non deve essere gestione dell’esistente, bensì la creazione di risposte vere ai problemi sociali ed ambientali che le nostre società vivono. E tutte le istituzioni, dalle circoscrizioni allo stato devono fare l’impossibile per cercare di ridurre l’impatto ambientale del nostro modello di sviluppo che di sostenibile ha ben poco».

In ogni caso sappiamo che il vostro Comune è fra i pochi attivi sulla riduzione e sul green public procurement: siccome le buone pratiche vanno divulgate ce le vuole illustrare brevemente?

«La determinazione che abbiamo utilizzato sul “porta a porta” è la stessa che mettiamo per la riduzione dei rifiuti. La promozione dell’autocompostaggio domestico della frazione organica è uno strumento importante per cercare di ridurre il conferimento dell’umido tra i rifiuti, per questo riconosciamo una riduzione del 10% sulla parte variabile della tariffa a tutti i cittadini che attuano questa pratica. Il gpp, la procedura per gli acquisti verdi, è ormai diventata una prassi per tutto l’ente comunale sia per tutti i tipi di forniture che per l’acquisto, ad esempio, dei mezzi che sono tutti a metano.

Inoltre nelle mense scolastiche stiamo eliminando progressivamente l’utilizzo delle acque minerali con l’uso delle brocche riempite dal rubinetto. Abbiamo poi redatto un regolamento comunale per le sagre paesane concordando con i comitati organizzatori la progressiva eliminazione dell’usa e getta. Sabato scorso abbiamo inaugurato, alla presenza di centinaia di cittadini, un distributore automatico di latte alla spina che permette ai consumatori di avere un latte di miglior qualità, più fresco, più economico e che se acquistato con u proprio contenitore riduce la produzione di rifiuti.

Stiamo inoltre cercando di coinvolgere la grande distribuzione al fine di installare anche nel nostro comune erogatori automatici di detersivi alla spina. Alla fine di marzo inaugureremo una “Via della Buona Acqua”, un grande investimento che abbiamo indirizzato alla valorizzazione di tutte le fonti presenti nel nostro territorio sempre nell’ottica di promuovere un consumo di acqua che sia sganciato dal mercato ma torni ad una dimensione di bene comune. Per noi queste sono iniziative che si inseriscono nella strategia vero “rifiuti zero” e ci permettono al contempo di risparmiare e di far risparmiare anche i nostri cittadini».

Diego Barsotti

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