Cispel: «Il 40% dei toscani beve acqua del rubinetto»

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riduttori3 Quasi troppo bello per essere vero: secondo Confservizi rispetto a 5 anni fa 500mila toscani si sarebbero convertiti all’acqua del sindaco Federico Gasperini FIRENZE. Per la giornata mondiale dell’acqua che si celebrerà il prossimo 22 marzo Confservizi Cispel Toscana rilancia l’acqua del rubinetto: «L’abitudine di bere l’acqua di casa si sta consolidando tra i toscani. E’ una bella notizia non solo per l’ambiente ma anche per le aziende di gestione del servizio che vedono premiati anni di attività volti a migliorare la qualità del servizio e dell’acqua che arriva nelle nostre case» ha dichiarato Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana. Secondo i dati incrociati di varie indagini che hanno effettuato le aziende di gestione del servizio idrico (Acque Spa, Acquedottto del Fiora Spa, Asa Spa, Gaia Spa, Geal Spa, Nuove Acque Spa, Publiacqua Spa), risulta che nel 2005 era il 26 per cento della popolazione a bere regolarmente l’acqua del rubinetto, nel 2009 si è giunti al 40 per cento. Sommando la percentuale di coloro che bevono l’acqua regolarmente con coloro che la bevono saltuariamente si arriva ad un 71 per cento, contro il 49 per cento di 5 anni fa. Un risultato enorme se fosse vero, soprattutto se si considera che non più tardi di una settimana fa Mineracqua parlava di oltre il 95% delle famiglie italiane che beve acqua in bottiglia, con trend in aumento. Anche se ovviamente vorremmo che Cispel avesse ragione al 100%, probabilmente la verità sta nel mezzo… altrimenti saremmo in presenza di una Toscana avanzatissima e virtuosissima rispetto al resto d’Italia. «Ovviamente noi non diciamo che si deve bere acqua del rubinetto a tutti i costi, i cittadini toscani sono liberi di scegliere- ha ripreso De Girolamo- Diciamo solo che la nostra acqua è di qualità, controllata e sono infondati tutti i pregiudizi sulla bontà dell’acqua che arriva nelle nostre case. E’ poi nostro dovere migliorare ancora ci sono infrastrutture da completare e zone della Toscana dove vi sono margini di miglioramento ma il fatto che quasi un toscano su due abbia scelto di fidarsi dell’acqua del rubinetto dimostra l’efficacia di questo settore in Toscana». Scegliere la cosiddetta “acqua del sindaco” anche come bevanda da mettere sulle nostre tavole, significa dare un contributo alla tutela dell’ambiente e prestare un occhio al proprio portafoglio. Confservizi Cispel Toscana ha fatto due conti: «Sono circa 500.000 i toscani in più che bevono oggi regolarmente l’acqua del rubinetto rispetto a 5 anni fa. Considerato che il consumo medio a persona di acqua per bere è di 200 litri all’anno, è diminuito di 100.000 metri cubi annui l’acquisto di acqua imbottigliata, con un risparmio di almeno 20 milioni di euro. Una famiglia media di tre persone che sceglie di bere l’acqua del rubinetto al posto della minerale risparmia tra i 120 e i 200 euro all’anno, cifra con la quale si pagala la quasi totalità delle bollette dell’acqua per un anno». Per quanto riguarda gli aspetti strettamente ambientali considerato che per fare una bottiglia di plastica sono necessari 71 grammi di petrolio e 0,64 litri di acqua, i 500mila toscani che sono passati all’acqua di rubinetto (e che quindi non acquistano bottiglie di plastica) hanno fatto risparmiare in 5 anni quasi 70 milioni di bottiglie di Pet, salvando 5 mila tonnellate di petrolio, 45 milioni di litri d’acqua che servono per produrre il polietilenetereftalato e un risparmio di emissioni di gas serra di 7 mila tonnellate di CO2 equivalente. Poi nel conteggio andrebbero inseriti anche altri impatti sull’ambiente che con l’utilizzo di acqua del rubinetto sono evitati come quelli dovuti al trasporto (principalmente su gomma), al sistema dei rifiuti (meno bottiglie di plastica, minori materiali da raccogliere, differenziare, e riciclare).
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=3956&cat=Acqua&sez=
 
Legambiente e Federutility insieme per promuovere l’acqua del rubinetto
 
FIRENZE. Per la Giornata Mondiale dell’Acqua 2010, dedicata alla qualità, Legambiente e Federutility (la federazione delle aziende di servizi pubblici locali che operano nel settore idrico), sensibilizzano all’uso dell’acqua del rubinetto e hanno attivato una collaborazione che durerà tutto l’anno, per informare e dare consigli per il risparmio idrico e sulla tutela dell’acqua.
Con “Acqua di rubinetto? Sì grazie!” la nuova campagna nazionale di promozione dell’acqua di casa, le due associazioni scenderanno in piazza durante il fine settimana del 20 e 21 marzo con oltre 60 iniziative per fornire informazioni pratiche ai cittadini, sfatare luoghi comuni sull’acqua del rubinetto e togliere qualsiasi dubbio riguardo alla sicurezza e al gusto dell’acqua “del sindaco”. Durante le iniziative verranno effettuate anche particolari degustazione “al buio”: prove di messa a confronto dell’acqua di rubinetto e di quella minerale in due brocche identiche e “anonime” per dimostrare che non c’è alcuna differenza di gusto.
«Non bere l’acqua di casa – ha dichiarato Sebastiano Venneri, vice presidente nazionale di Legambiente – significa rinunciare ad una risorsa sana, perché controllata con rigorose norme sanitarie, e molto economica, visto che un litro di acqua “del sindaco” può costare fino a mille volte meno di quella in bottiglia. E poi l’acqua di rubinetto rispetta l’ambiente, non produce rifiuti plastici ed è a ‘chilometri zero’, non viaggia per centinaia di chilometri su inquinanti TIR, evita il consumo di combustibili fossili, l’emissione di CO2 e di polveri sottili».
Le due associazioni si sono soffermate sugli aspetti qualitativi dell’acqua del rubinetto e sul tema hanno presentato un dossier (http://www.legambiente.eu ) da cui emerge che l’acqua che arriva nelle nostre case è sicura e controllata, le analisi vengono eseguite in parallelo dagli enti di controllo (Asl e Agenzie regionali protezione ambiente) e dal gestore del servizio idrico, utilizzando anche sofisticate tecnologie di telecontrollo che permettono il monitoraggio in tempo reale di alcuni parametri fondamentali per la potabilità dell’acqua.
 È sempre più diffusa poi la pubblicazione dei risultati delle analisi sui siti internet delle aziende locali, mentre in alcuni casi si utilizzano le bollette dell’acqua, la pubblicazione sui giornali locali, o materiali divulgativi realizzati appositamente per informare i cittadini. «I controlli sono fondamentali – ha ribadito Mauro D’Ascenzi, vice presidente di Federutility – e possono essere garantiti soltanto con una gestione professionale ed industriale del ciclo idrico integrato. Le piccole gestioni dirette comunali spesso non hanno laboratori, tecnologie e personale per effettuare migliaia di controlli come fanno le aziende. Il livello qualitativo dell’acqua italiana è tra i più alti d’Europa nonostante le tariffe più basse e non è questione di fortuna, ma di lavoro e di investimenti».
Numerose sono le iniziative di avvio di questa campagna: a Roma il 20 marzo verrà allestito in piazza Buenos Aires lo stand informativo che distribuirà la mappa delle fontanelle di Roma mentre chi vorrà potrà sottoporsi alla prova di degustazione “al buio”. Sempre il 20 marzo stand informativi con distribuzione di materiale, bottiglie e caraffe di vetro per conservare l’acqua anche a Parma al mercato degli agricoltori, ad Ancona in Piazza Roma e poi a Rimini, Bologna, Sondrio, Tortona e Novi Ligure (Al), Cuneo, Cosenza, Cagliari, Pisa, Bassano del Grappa (Vi), Brescia, Lovere (Bg) e Arezzo.
Il 21 marzo invece sarà una giornata per conoscere meglio l’acqua a bordo del Treno Verde di Legambiente alla stazione di Vicenza, a Milano presso i Giardini Indro Montanelli in Corso Venezia, a Chiavari (Ge) in Piazza Roma, a Venezia e Cremona. Il 22 sarà la volta di Palermo, Genova, Forlì e Bari. Più articolate le iniziative a Reggio Emilia dove dal 19 al 21 marzo uno stand informativo sarà allestito al Parco delle Caprette e saranno distribuiti anche riduttori di flusso e bottiglie riutilizzabili. Dedicata ai più giovani l’iniziativa organizzata in Basilicata dove il 19 marzo alcune classi dell’ITIS di Potenza visiteranno dei laboratori dove i tecnici faranno vedere loro quali analisi si effettuano quotidianamente sull’acqua di rubinetto.