“Green effect. Fashion for profit”, il docufilm sull’impatto ambientale della moda in onda su TeleAmbiente per tutto il mese di ottobre.
Dal 1 ottobre sarà in onda su TeleAmbiente il docufilm “Green effect. Fashion for profit”, realizzato dall’associazione Eco Fashion Italy, con la collaborazione con Retiambiente, Fondazione Cassa di risparmio di Lucca, Cumulus Association, Fondazione Villa Bardini, Green Cross Italy e GreenMe come media partner.
Sarà possibile vedere il docufilm da mercoledì 1 ottobre alle ore 20:30 su canale 18 del dtt (Lazio e Umbria), canale 221 del dtt in tutta Italia e in streaming su www.teleambiente.tv.
L’opera affronta in modo analitico con immagini, documenti, interviste a esperti del settore ed approfondimenti, i temi legati all’impatto ambientale del settore tessile e della moda. L’obiettivo dell’Associazione Ecofashion Italy è portare questo documentario nelle scuole, università e istituti di formazione in Italia e all’estero, per accendere nei giovani la consapevolezza che ogni scelta di consumo può fare la differenza.
La produzione di abbigliamento cresce in maniera esponenziale, la stragrande maggioranza dei capi finisce in discariche non controllate nei paesi in via di sviluppo. L’avvento del fast fashion ha incentivato il problema. Come è possibile cambiare rotta? “Un aspetto interessante è la proposta di legge della Francia che mira a tassare i brand che producono fast fashion. – spiega a TeleAmbiente Alida Vallini, Associazione Eco Fashion Italy – Un freno davvero sostanziale è quello di permettere il solo utilizzo di materiali sostenibili, utilizzare fibre naturali e non fibre miste a basso costo. Ma anche educare al consumo, inserire programmi scolastici che insegnino il valore del vestiario e dell’economia circolare. In sostanza, non basta solo comprare meno e meglio, serve un cambiamento di mentalità collettivo e interventi strutturali”.
Cosa devono fare oggi le aziende sul mercato e in che modo vanno formati i designers del futuro? “Abbiamo l’ultimo regolamento europero sull’Ecodesign che per la prima volta parla di tessili in quanto beni che devono essere durevoli, riciclabili, contenere più fibre riciclate, essere prodotti nel rispetto dell’ambiente e dei diritti sociali. – afferma Giovanni Maria Conti, professore del Politecnico di Milano Moda e Design – Ai futuri designers va quindi spiegato come si progetta un capo di abbigliamento, un accessorio, la reperibilità, ovvero capire da dove arrivano i materiali, capire quali paesi produttori scegliere per i propri materiali, proprio perchè, a partire dall’anima del capo, si può fare molto, sia dal punto di vista del processo che della progettazione”.
La provincia di Lucca vanta un circuito virtuoso per il riutilizzo dei capi, destinandoli a iniziative di solidarietà o riciclo. Cosa ha deciso di fare Reti Ambiente a riguardo?
“Reti Ambiente intende intervenire su riciclo e riuso attraverso la costruzione di un nuovo impianto, recentemente autorizzato dalla Regione Toscana, che tratterà circa 6.500 tonnellate di rifiuti tessili. L’obiettivo è di raggiungere circa 90% tra riuso e riciclo di tali rifiuti, destinando solo il 5% allo smaltimento finale in discarica o tramite incenerimento“, spiega il dottor Maurizio Gatti, Vice presidente Reti Ambiente.
