Latte fresco alla spina

Fino a qualche decina di anni fa il latte non si comprava al supermercato ma dall’allevatore. Oppure si acquistava dal lattaio quando passava con il barroccio trainato dal cavallo. Il latte era nelle bombole in alluminio, da venticinque o cinquanta litri e, fresco di giornata, appena munto, veniva versato nei contenitori dei clienti. Un sapore che si è perso negli anni, quello del latte fresco, sostituito dal latte pastorizzato e a lunga conservazione, presente nei banchi dei supermercati in contenitori di tetrapak o in bottiglie di plastica.

Grazie all’idea di alcuni allevatori a Brescia sono nati i primi distributori automatici di latte fresco alla spina e da qualche mese sono stati installati anche nella provincia di Lucca.

L’iniziativa promossa dalla Comunità montana e dal Comune di Gallicano è gestita dall’Associazione provinciale allevatori in collaborazione con la Coldiretti e la Confederazione italiana agricoltori. Sono duecento i litri erogati ogni giorno dal distributore, a un prezzo di 10 centesimi al decilitro, con proprio contenitore. In alternativa per 20 centesimi, si può acquistare la bottiglia di plastica.

“Siamo molto soddisfatti – dice Vittorio Rocchiccioli, uno dei tre allevatori che riforniscono il distributore – non ci aspettavamo un successo di questo genere e stiamo già progettando l’apertura di altri distributori in Garfagnana”. “Il successo – aggiunge Vittorio – è dovuto principalmente alla qualità del latte, più buono di quello che si trova normalmente in commercio. Si, è anche conveniente, ma il fattore determinante è il sapore del latte fresco di giornata”.

Per poter commerciare il latte in quel modo l’allevatore deve richiedere l’autorizzazione per la denominazione “Latte di alta qualità”, un marchio concesso solo al latte migliore. Il latte che avanza viene poi riutilizzato dagli stessi allevatori per la produzione locali di ricotte e formaggi.

I vantaggi di questa proposta di consumo alternativo sono tanti: per i consumatori che possono acquistare, ad un minor prezzo [il risparmio è di circa 30 centesimi al litro rispetto al latte acquistato nei supermercati], un prodotto di miglior qualità e genuinità; per l’ambiente e le pubbliche amministrazioni, che non devono smaltire i rifiuti prodotti dal consumo del latte in confezione; per gli allevatori, che possono vendere il loro latte direttamente ai consumatori evitando le centrali e la grande distribuzione [gli allevatori altrimenti sono costretti a venderlo a soli 40 centesimi al litro alla centrale del latte].

A questo punto non potete perdervi l’assaggio, alla prossima gita in Garfagnana una fermata al distributore è d’obbligo.

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